Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Premessa: questo articolo nasce da una serie di esperienze vissute e raccontatemi da molti...spero di essere riuscito a comunicare quello che spesso, anche ridendo, molti di "noi" hanno incontrato nella loro vita.
Mi trovo spesso a chiedermi se quello che percepiamo in rete sia legato alla realtà oppure è tutto un grande videogame di simulazione, dove siamo tutti degli alter-ego di noi stessi, degli avatar (anche questa parola adesso è di pubblico dominio solo per il film di Cameron, ma per chi vive la Rete è come se fosse la parola "mela" o "pera"). Sulla Rete si pubblicano pensieri, prodotti, servizi, documenti, si interagisce, si creano delle comunità, si diventa dei "guru" o semplici fruitori passivi (lurkers), degli entusiasti o dei detrattori, si creano le correnti pro e contro qualcosa o qualcuno, nascono amori ed odi, invidie ed adorazioni, fino al culto delle personalità.
Sulla rete nascono movimenti d'opinione, (ricordiamo il "popolo viola"), blog di protesta, messaggi d'odio e contro, messaggi pro, ma sembra che fino a quando queste cose non si manifestino fisicamente, con i corpi che si muovono in qualche piazza, i media e la gente "distratta", le gente che "non ho mai tempo per il web", la gente che "io navigo pochissimo", la gente che "io non uso facebook", la gente che "mi occupo d'altro", non se ne accorgano, non sanno o fanno finta di non sapere, quelli della Rete NON esistono.
Ci sono molte persone che hanno una moltitudine di estimatori, che producono tanto online, sono leader in alcuni settori, sono conosciuti anche all'estero, i loro prodotti e/o servizi e/o nomi sono pubblicati su libri, riviste online e cartacee, si interfacciano con le personalità più di spicco del settore in cui operano, personalità internazionali e nazionali...sulla Rete sono un punto di riferimento, sono visti, a volte impropriamente, come dei veri guru del settore.
Alcuni di questi riescono a passare, come per osmosi, dal mondo virtuale a quello reale, ricevendo le giuste e meritate gratificazioni, altri rimangono PROFETI online e NESSUNO nella realtà, giusto per traslare il detto latino "Nemo profeta in patria".
Come mai in alcune realtà, Enti, Aziende, ecc., chi sta nella stanza dei bottoni, continua ad ignorare completamente la rete? Come mai continuano a scegliere di collaborare con persone che hanno al loro attivo solo qualche conoscenza "locale", che sono conosciuti a malapena nella loro città? Città....un concetto che per un abitante della Rete è come parlare di un granello di sabbia...chissenefrega di quei quattro punti di riferimento della propria città? Se hai appena finito di collaborare con con calibri d'oltreoceano, ricevi offerte di lavoro da aziende internazionali, aiuti molti via e-mail, ricevi molti complimenti sul tuo blog, il tuo ultimo articolo è stato appena pubblicato su una prestigiosa rivista, in alcuni posti si parla di te senza che neppure tu ne sia a conoscenza....chissenenfrega se non conosci il Dott. Rossi o l'Assessore Verdi o il prof. Bianchi...ma che sono queste robette? Perchè queste robette hanno ancora così tanto peso?
La risposta è forse da ricercare nelle scarse competenze di chi deve selezionare, magari non è del settore, non usa internet per fare scouting, non sa discernere tra ciò che è pregiato e ciò che è dato solo da "nepotismi" ed "amicizie", questo perchè non si insegna a saper valutare, si sottovaluta la rete, fa più figo uscire sul "Gazzettino di Paperopoli" piuttosto che essere su Wikipedia o a volte il "Gazzettino di Paperopoli" non si interessa nemmeno a fenomeni locali, quando sono anche segnalati da giornali o agenzie nazionali.
Questo ci fa capire come siamo ancora un "villaggio", una comunità di provinciali, di donnette da pianerottolo...quindi ci connettiamo alla Rete e cominciamo a vivere ognuno il proprio "Pianeta Pandora" personale, ma appena ci scolleghiamo, torniamo ad essere i signori nessuno, nel mondo delle strette di mano, degli occhiolini, del io conosco Tizio e quando tentiamo di spiegare chi conosciamo, può capitare che i nostri interlocutori potrebbero guardarci come si guarda uno che sta parlando Klingoniano...
Qui dalla Rete è tutto...sconnessione in corso...back to the Trashworld!
Qualcuno decide di seguire un cammino professionale per vari motivi, passioni infantili, un film che gli ha cambiato la vita, un'illuminazione sulla via per Damasco ed altre amenità.
I soggetti "X"
Chiameremo "soggetti X" tutti coloro che presi da un demone, completamente compatibile con la loro personalità, i loro sogni, la loro mente, iniziano a studiare, lavorare, fare esperienza lungo un cammino ben preciso, cercando, limitatamente alle loro capacità, di raggiungere l'eccellenza. Costoro sono in genere preparati, volenterosi, pieni d'entusiasmo e voglia di fare, a volte riescono a raggiungere i propri obbiettivi, altre volte no, a volte per fattori esterni, per fortuna, per merito, in ogni caso saranno le persone giuste nei posti giusti.
I soggetti "Z"
Chiameremo i "soggetti Z" tutti coloro che non sono stati presi da un demone particolare, ma come foglie in balia del vento, sono stati portati su strade non perfettamente compatibili con la loro personalità e mente. Costoro saranno sempre apatici, grigi, senza entusiamo ed incapaci di raggiungere obbiettivi eccelsi. Quest'ultimi tendono, prima o poi, ma anche mai, a cambiare pelle, ad invadere altri settori, auto-referenziandosi e credendo di essere le persone giuste al posto giusto.Raramente tra i soggetti Z ci sono delle vere perle, che per una serie di motivi di vita e di scelte più o meno sbagliate si sono ritrovati per anni chiuse nella loro ostrica, finchè per una casualità o per scelta, hanno incotrato il loro demone, quello giusto, quello che li porterà ad esprimere al massimo le loro facoltà e potenzialità, ma come ho detto, spesso l'avverbio dominante in questo specifico... Continua a leggere...
INCONCEPIBILE!
Questa è la parola....ieri ho seguti Annozero e c'era Gioacchino Genchi, il super consulente tecnico dell'inchiesta Why Not, ecc. ecc. Dopo che su Matrix si era visto Mastella, l'ex-ministro della Giustizia, che confondeva il concetto di tabulato con il concetto di intercettazione, ieri si è visto di tutto e di più....per chi l'ha perso si tenga forte sulla sedia, sto per arrivarci.
Genchi dopo aver spiegato mille volte che un CTU o un CTP del PM non può fare le cose di testa propria, ma solo sotto ordine del giudice, ha dovuto pure spiegare che dopo la nomina si diventa automaticamente e per il tempo dell'indagine un ausiliario di Polizia Giudiziaria o quantomeno un pubblico ufficiale pro tempore, ma come mai si devono spiegare queste cose a gente che parla di giustizia, ex ministri (Claudio Martelli), giornalisti, ecc. ?
Ma andiamo alle castronerie più folli, non ricordo che carica ricoprisse, comunque abbastanza importante, ma un tale del Corriere della Sera, all'obiezione di Genchi all'accusa di conservare i dati delle sue perizie, spiegando che servirebbe uno spazio ingente per lo stoccaggio, il tipo ribatte dicendo: "suvvia, lo sanno tutti che oggi ci sono le chiavette ed i dischetti...."
ORRORE!
Ma adesso arriva la bomba, alla fine della trasmissione Claudio Martelli, chiede a Genchi, chi lui fosse, nel senso come mai un privato cittadino, può diventare CT di un PM e fare quel lavoro, quando gli spiegano che in Italia è così da sempre, che è la legge, che i PM possono richiedere una perizia a chiunque, se lo reputano competente in materia, Martelli rimane allibito e sentenzia:
"Ma allora bisogna cambiare la legge"......
DE PROFUNDIS.....ORRORE E ORRORE.....
un ex ministro di Grazie e Giustizia della Repubblica Italiana, che scopre solo oggi, nel 2009, come funziona la Giustizia italiana, scopre solo oggi che cosa sono i consulenti tecnici, è dovuto interventire Marco Travaglio a spiegargli, che se c'è un procedimento su una lesione biologica, è chiaro che il giudice deve nominare un esperto in medicina, mica può sapere cose simili, dato che un giudice è in genere laureato in giurisprudenza...
Chissà perchè, ma una vocina mi dice che se Genchi fosse stato un CT, medico, ingegnere, psicologo, ecc. Martelli non si sarebbe mai posto il problema, ma quando entra in ballo la tecnologia, ecco che tutti cascano, non capiscono più niente e non sanno più niente...come faremo ad andare avanti in queste condizioni?
Emigriamo tutti a Bora Bora?
Ma vi rendete conto? Vogliono fare una legge che obbliga chiunque abbia un blog, forum, etc. ad iscriversi ad un registro, avere resp. penali, ecc. ecc. Ma solo in Italia, paese di vecchi incartapecoriti, possono uscire cose simili....
Articolo di Repubblica.it
Anche se dicono che i blog e forum piccoli non saranno toccati...seeeee voglio proprio vedere come misureranno !
Non capisco proprio...il Papa che si scaglia contro i PACS i DICO ecc. come attentati alla famiglia ed al tessuto sociale...Ma dico quando li hanno fatti negli altri paesi europei, come mai non si è scagliato contro? Devo dedurre che le famiglie e/o società non italiane sono una razza inferiore? Ma perchè nessun giornalista si pone questi quesiti? Se la società inglese o olandese, ecc va in malora, il Papa non dice niente...magari farà parlare qualche "sottoposto" oriundo, ma non è mai sceso in campo...adesso parla terrorizzato, come se si stesse per scatenare una guerra termonucleare...ma perchè? Perchè accade a casa sua? Ora non mi frega niente di iniziare un dibattito sulla giustezza dei DICO, ma mi interessa capire come mai continuiamo a vivere questa realtà alla Truman Show (tutto finto) e nessuno dice alcunchè...come per l'informatizzazione in Italia (pari a niente, escluse le solite Roma e Milano), il Sud che dà lavoro solo ai pizzettari e si continua a parlare di Iraq e basi Nato (macchisenefrega)...
Tutto accade senza spirito critico, solo pilotato da chi abita in certe zone! La globalizzazione non esiste, esiste ancora il "campanile" ed infatti anche il Papa si indigna quando i problemi arrivano a casa sua...Che bella realtà!!! Propongo una mozione: trasferiamoci tutti a Roma ed a Milano così finalmente portiamo i nostri problemi a casa di chi li risolve e di chi si indigna 
Allora la Siae non è necessaria, come non è necessario inviare il romanzo a se stessi via posta con timbro postale che certifica la data certa, così un giorno, se qualcuno te lo copia, potrai sempre dire:"ma il 29/06/2006 l'avevo scritto prima io!".
PUTTANATE!
Lo scritto è come la musica o il software, per dimostrare un plagio ci vogliono anni di cause...e poi parliamoci chiaro....ma chi vuole copiare il romanzo di Nanni o di Mario?
Quando diventerai Dan Brown o S. King allora ne riparliamo.
Questi problemi derivano spesso da un'alta considerazione dei propri lavori...
Per rispondere alla tua seconda domanda: NO! non fidarti patti chiari dall'inizio altrimenti c'è odore di truffa.
Per rispondere al tuo ultimo commento, ma se si va sul "sicuro" col genere "Da Vinci", perchè gli Italiani continuano a scrivere psicodrammi e storie lamentose? Forse perchè è più facile? Ti assicuro che per scrivere libri all'americana devi fare una marea di ricerche multidisciplinari...e sappiamo che la scienza in Italia....
Ciao
Salve...mi domando perchè la gente tende a mettersi nei guai da sola...che senso ha per la sinistra inimicarsi tanta gente? Ha voglia di vincere le elezioni soffrendo? Studenti ... Continua a leggere...
Le libertà...tutti i partiti politici ne parlano, ma alla fine siamo realmente liberi? Penso di no...continua la mia carrellata di cose storte ed illiberali che siamo costretti a subire costantemente nella vita. Un mio amico vuole vendere gioielli su internet, tramite un sito web, niente di male, realizza 10 prototipi di gioielli e poi li fotografa, nel momento in cui arriva un ordine dal sito egli va dall'orefice si fa realizzare il pezzo e poi lo spedisce all'acquirente. ... Continua a leggere...
Il 24/01/2006 alle 11.57 am è nata mia figlia Giulia, bellissima e vivacissima, è una delle emozioni più grandi e più belle che un uomo possa provare, senti di aver prolungato te stesso e di aver messo al mondo un'altra persona, che farà e dirà cose e ti aspetti che magari possa pure dare un contributo notevole all'umanità. Con i questi pensieri megalomani e con la gioia nel cuore, poi, affronti la grigia ed inutile realtà del pidocchioso mondo che viviamo attualmente.... Continua a leggere...
Quando si fa un colloquio di lavoro si riceve un'offerta di trattamento economico da parte di chi ci vuole assumere. In effetti noi andiamo a vendere le nostre "braccia" a qualcuno, quindi dovremmo essere noi a fare il prezzo e non viceversa. A questo punto è lecito domandarsi, se per l'assunzione funziona così, perchè quando siamo noi a vendere un prodotto/servizio dobbiamo fare noi il prezzo? Nel momento in cui si offre una consulenza perchè dovremmo chiedere una cifra all'acquirente? Di fatto ci sta assumendo per quel breve periodo della consulenza, allora ci dicesse lui quanto vuole darci e noi saremmo liberi di accettare o meno.... Continua a leggere...
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