sybilvane Pennino

Registrato: 12/07/08 22:35 Messaggi: 9 Residenza: Modena
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Inviato: Mar Dic 08, 2009 5:34 pm Oggetto: last train home |
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"Treno regionale diretto verso Verona è in partenza sul binario 1 ovest".
Stazione. Sera. Pioggia. Fumo. Persone. Caos.
Due ragazzi troppo diversi per sembrare fratelli,troppo affiatati per sembrare amici.
Il solito frenetico viavai di persone perseguitate dal solito ritardo,perseguitati da una paura ignota comune a tutti.
Due ragazzi sotto la pioggia. Due ragazzi con un cappuccio in testa. Due ragazzi che si guardano.
Entrano all'interno della stazione,correndo insieme verso quel treno in partenza. La folla è rumorosa,le persone spingono,ma loro nemmeno se ne accorgono.
Corrono verso il binario,una mano sulla testa, l’altra in aria. Ridendo.
Eccolo,il binario 1 ovest. Eccolo,il treno.
Il buio avvolge ogni cosa,e la pioggia sembra ancora più dirompente alla luce del lampione.
Due ragazzi che si siedono,uno di fronte all'altro. Due ragazzi che si guardano.
Il treno parte,e con esso anche strani pensieri,anche strane domande che,per un fatto ancor più strano,non trovano risposta.
Lei accavalla le gambe,lasciandosele stringere da quelle di lui che,appoggiando il capo contro il vetro,chiude gli occhi.
Una mano scivola lentamente sulla gamba di lei,e inizia ad accarezzarla. Un lento movimento,sul polpaccio,sul ginocchio. Non c'era nulla di malizioso in questo,eppure le batteva il cuore. Guardava stranita quella mano,ora ferma,ora scossa da impercettibili tremolii,appoggiata con delicatezza sul suo pantalone nero.
Lo guardò un istante. Un ciuffo biondo usciva da quel suo strano berretto,e accidenti quanto era bello a occhi chiusi.
Ripensò a tutto il loro percorso,al loro rapporto travagliato,al loro ''vorrei ma non posso''.
In mezzo a questi pensieri si ritrovò anch'ella a occhi chiusi,cullata dal dolce tremolio del vagone e rassicurata dalla calda mano di lui.
Ripercorse con relativa lucidità ogni istante ambiguo trascorso insieme. Rivide sotto un’altra luce ogni sguardo rubato,ogni carezza nascosta,ogni contatto evitato. Rivide parole proferite ingenuamente,e i suoi occhi azzurri abbassarsi tristemente. Frasi mai dette, sentimenti troncati sul nascere. Sensazioni e sentimenti che,lentamente,intorpidivano ogni suo pensiero.
Passò del tempo. Non fu in grado di realizzare quanto,ma passò. Aprì di scatto gli occhi e trovò la mano di lui nello stesso medesimo posto. Lo guardò,e rimase folgorata da quei due occhi azzurri. Non sapeva da quanto tempo la stesse guardando,e si ritrovò,di punto in bianco,davanti all’impossibilità di porsi delle domande,le solite pressanti domande che le rovinavano qualsiasi momento,le solite domande che le toglievano istintività e impulsività,conferendole un pesante atteggiamento riflessivo sfortunatamente noto soltanto a lei.
Gli restituì lo sguardo.
"mi cerco nei tuoi occhi perchè alla fine è un gioco di specchi,perchè alla fine è un gioco che non mi va di perdere"
Lui alzò la mano prendendo quella di lei. Iniziò a giocherellare con le sue dita,accarezzandole. La tirò a sè,e l'abbracciò. Si abbandonò tra le sue braccia,respirandone a pieni polmoni l’odore. Si staccò,guardandolo. Volti pericolosamente vicini.
Una voce uscì dall'altoparlante,a segnare la fine di quel momento.
Il treno fermo,persone in piedi. La sua fermata.
La guardò. ''Ciao''.
Sparì,di punto in bianco,dietro le porte del treno,e in un attimo fu assorbito dal buio della notte.
Lo cercò fuori dal finestrino,ma non lo vide. Abbassò lo sguardo,dolcemente confusa.
Di punto in bianco una sensazione,quella strana sensazione che si ha quando si ha la certezza di essere guardati.
Volse il suo sguardo nuovamente al di là del vetro.
Sorrise,sicura del fatto che quei due occhi azzurri la stessero guardando anche in quel momento. _________________ tutte le cose belle della vita sono immorali,illegali,oppure fanno ingrassare |
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